ULTIMA THULE

Scrivere paesaggi è un'operazione complessa. Da un lato c'è chi pensa che oggi un Liber naturalis non sia più possibile, a cosa radicarlo infatti? La natura è in via di degradazione, e l'unica poesia che ci resta è quella della perdita, del canto funebre, della nostalgia. Dall'altro c'è chi pensa che la terra, quella che abbiamo sotto i piedi, è un repertorio inesauribile per fare poesia della materia, anche in un'epoca di distruzione ambientale. L'idea è che attraverso una nuova poesia naturale si potrà anzi rieducare l'uomo a un autentico sentimento della natura. Per ora questi tentativi sono come postazioni avanzate in un territorio ghiacciato, ma in genere è proprio grazie a simili 'svernamenti' che ci si tiene lontani dalla chiacchera.

 

   TERRA

 

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